Enrico Pandiani

data di nascita: 
Lun, 16/07/1956
Nato a: 
Torino
Biografia: 

Enrico Pandiani è nato a Torino il 16 luglio 1956. La sua carriera di narratore è cominciata scrivendo e disegnando storie a fumetti, pubblicate sul Mago di Mondadori e sulla rivista Orient Express.

Pandiani abbandona poi la strada del fumetto per intraprendere la sua attuale attività di grafico editoriale. Collabora da anni con il quotidiano La Stampa per il quale cura la parte infografica.

Da sempre attratto dalla letteratura di genere poliziesco, nel 2009 esordisce con il primo romanzo, Les italiens (instar libri), e ottiene un ottimo successo di critica e di pubblico, che accostano l'autore ai grandi del noir. Les italiens sono dei bravi poliziotti-mousquetaires (Brigata Criminale) alle prese con un «affaire» nemmeno tanto intricato, ma sorprendente. Pugni, sparatorie, agguati, trappole, insidie sotto gli occhi di una Parigi incantatrice. 

Il suo secondo romanzo della serie, Troppo piombo (instar libri), è uscito a marzo 2010. Una storia invernale e cupa, ricostruita attraverso la nuova indagine della brigata dei poliziotti italo francesi,   sullo sfondo di una Parigi ricoperta di neve. A meno di un anno di distanza, Pandiani dà alle stampe Lezioni di tenebra (instar libri, 2011), il terzo romanzo con protagonista il commissario Mordenti a capo de "les italiens"della Crim Parigina. Esce nel gennaio 2012 per la casa editrice Rizzoli la quarta indagine de Les Italiens, «Pessime scuse per un massacro». 

Con La donna di troppo, del 2013, Pandiani inaugura le indagini della detective privata Zara Bosdaves, donna ruvida e passionale in una Torino che l'autore disegna seducente e crudele.

 

Il noir per Pandiani è: "Il buio. Un movimento, uno sparo, un rivolo di sangue che attraversa la lama di luce. Lo scalpiccio frenetico di una fuga, la città che scorre e lo sguardo improvviso di una bella donna. Il sapore delle sue labbra, la morbidezza del suo seno. Una violenza improvvisa, un inseguimento e un boccone amaro da inghiottire. Nel finale, un domani incerto."

 

Immagine: 
Bibliografia: 

Les italiens, instar libri, 2009


Troppo piombo, instar libri, 2010 


Lezioni di tenebra, instar libri, 2011


Pessime scuse per un massacro, Rizzoli, 2011


La donna di troppo, Rizzoli, 2013



 

incipit: 

 Troppo piombo

 

 

UNO

 

Aveva cominciato a picchiarla non appena aperta la porta. Calci e pugni di una violenza inaudita. Era crollata. Poi l'aveva rimessa in piedi e l'aveva avvertita: se fosse caduta l'avrebbe colpita ancora. E lei non voleva che lo facesse.

Ma era successo. Due, tre volte, non riusciva a ricordare. Per questo, nonostante la nausea che arrivava a ondate successive, si sforzava di rimanere dritta. L'unica funzione che il suo cervello riuscisse a fare. Le aveva strappato di dosso la camicia da notte e le aveva legato le mani dietro la schiena. L'acciaio delle manette che le mordeva a sangue i polsi non era che un dolore lontano, come spilli spinti in profondità nella carne.

Il calcio in mezzo alle gambe è arrivato improvviso, il dolore un'esplosione di luce che le ha inondato il cervello. È caduta in ginocchio e ha vomitato sul pavimento, conati lunghi e nervosi che non riusciva a fermare.

L'ha lasciata finire, poi l'ha afferrata per i capelli, lei ha dovuto strisciare sulle ginocchia per tenergli dietro.

Altri colpi in testa e nel basso ventre. Il labbro è scoppiato e il sapore del sangue le ha riempito la bocca. Ha notato i guanti di lattice che fasciavano le mani del suo aggressore. Poi un calcio sul seno l'ha gettata a terra.

Ha respirato sangue e aria, il liquido denso le è scivolato in gola. Ha tossito rischiando di soffocare e si è lasciata cadere sulla schiena. Adesso tutto era ovattato attorno a lei, tutto era tranquillo. C'era solo questo ronzio incessante che le attraversava la testa, avanti e indietro, avanti e indietro.

Il suo corpo stava diventando leggero. Il soffitto era una macchia scura che continuava a dilatarsi, il dolore una sensazione lontana, come una sinusoide che si ampliava e restringeva senza fermarsi mai. Non sentiva più nulla.

Il suo assassino le si è seduto sul petto sollevando il passamontagna dal viso con un gesto studiato, poi le ha preso la testa fra le mani. I guanti di lattice erano freschi sulle guance.

I loro sguardi si sono incrociati per un lungo istante. Poco alla volta nei suoi occhi annebbiati si è formato un volto. Le diceva qualcosa, cose lontane, successe tempo prima. Attraverso il velo rosso che le copriva gli occhi ha cercato di metterlo a fuoco. È stato uno sforzo terribile ma ha cominciato a dare i suoi frutti. Lentamente lo ha riconosciuto. Ha quasi sorriso.

Poi c'è stato uno schiocco.

 

 

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