Nuova libreria cerca nome

 

Pinto: "Chiedo ai lettori
un nome per la libreria"

L'ex gestore della Torre di Abele apre il 30 novembre un nuovo punto vendita in via Pisa e lancia un concorso per trovare un'insegna su Facebook, Radio Flash e perfino al Salone del Gusto

di MASSIMO NOVELLI

 

La nuova avventura di Rocco Pinto, storico libraio torinese nonché ideatore di Portici di Carta e di Pralibro, ricomincia nel segno di andare al popolo, come si sarebbe detto una volta; un segno che lo contraddistingue. In verità più che al popolo, lui va al lettore: quello che c'è già e quello da inventare. Tanto che il nome della libreria che sta per aprire (dal 30 novembre) insieme a Simonetta Marta, in via Pisa 46, sarà scelto dai cittadini, dai lettori e da chiunque, insomma, partecipa e parteciperà a questo gioco-battesimo declinato tra Facebook, Radio Flash e il Salone del Gusto. Dalla rosa delle denominazioni possibili si arriverà al ballottaggio fra le due ritenute migliori, più gettonate e più seducenti, che la citata Radio Flash trasmetterà sabato prossimo in diretta.

 

Di nomi, finora, ne sono stati proposti diversi. Si va da Ponte di carta a Piazzetta del libro; da Ponte sulla Dora (un omaggio, magari, al limitrofo fiume, ma pure al gran romanzo "Il ponte sulla Drina" di Ivo Andric) a Posto dei libri, senza dimenticare chi vuole Al paese dei libri e chi indica Mondi di carta. Intanto, spiega Pinto, "alcuni editori amici hanno messo a disposizione 50 volumi per il gioco del nome".

 

La scommessa di Rocco, che dopo anni ha lasciato la Torre di Abele di via Pietro Micca, e di Simonetta, è certamente coraggiosa. Lo è innanzitutto perché i libri in Italia si vendono poco o nulla, come dimostrano le ultime penose rilevazioni rese note in occasione della Buchmesse di Francoforte. E ha il sapore di una sfida dato che la libreria per ora senza nome, o con tanti nomi, se si vuole, sorgerà fra il borgo Rossini e Regio Parco, ossia in una zona ex industriale, caratterizzata da vecchie e nuove immigrazioni, spesso identificata quale propaggine della strada del Cimitero, che tuttavia da tempo sta rinascendo e cambiando pelle. Forse Pinto non sogna troppo quando dice di vedere in via Pisa, in via Catania, sul lungo Dora Firenze, un "angolo di Parigi". 

 

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