Silvia Rosa

data di nascita: 
Ven, 07/05/1976
Nato a: 
Torino
Biografia: 
Silvia (Giovanna) Rosa è nata nel 1976 a Torino. Laureata in Scienze dell'Educazione, ha frequentato il corso di Storytelling della Scuola Holden di Torino. Scrive poesie e racconti e partecipa a letture, poetry slam e reading poetici. I suoi lavori hanno trovato spazio in numerosi siti, blog letterari, riviste e volumi antologici. 

 

Nel 2010 ha esordito con il libriccino di racconti Del suo essere un corpo (Montedit Edizioni) e con la raccolta poetica Di sole voci (LietoColle), finalista con una menzione d'onore alla V edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Sassari. 

 

Nel 2011 ha pubblicato il testo Corrispondenza(d)al limite [Fenomenologia di un inizio all'inverso] per la Clepsydra Edizioni (con immagini fotografiche di Giusy Calia), testo finalista alla XXV edizione del Premio Lorenzo Montano, sezione prosa inedita, e seguito nel 2012 dalla raccolta poetica SoloMinuscolaScrittura (La vita Felice), opera segnalata al Concorso Faraexcelsior 2012, Premio Giuria al concorso "Cinque Terre - Golfo dei poeti Sirio Guerrieri" XXVI edizione. 

 

Ha preso parte nel 2011 ad «Alfabetomorso», mostra collettiva di arti visive e poesia presso la galleria d'arte EnPleinAir di Pinerolo (To). Coautrice, insieme al fotografo Fabio Trisorio, del progetto fotopoetico «MeTe», di cui ha firmato i testi.

 

È redattrice del blog Migranze.net, portale di scrittura interattiva. Organizza eventi letterari e mostre di arti visive. È socia fondatrice e presidente dell'Associazione Culturale ART 10100.

 

Immagine: 
Bibliografia: 

Raccolte poetiche:



Racconti:


 

Saggi:


  • Italiane d'Argentina. Storia e memorie di un secolo d'emigrazione al femminile (1860-1960), Ananke Edizioni, 2013 

 

Alcuni suoi testi sono presenti in volumi antologici, fra gli altri: "Le donne pensano, le donne scrivono" Ananke Edizioni, 2008; "Pensieri d'inchiostro III", Perrone Editore 2008; "Rac-corti II", Perrone Editore 2009; "Corale per opera prima", LietoColle 2010; "Mosaici-Fragmenta", Edizioni Smasher 2011 e 2012; "Verba Agrestia", LietoColle 2011, "(S)frutta il segno" , La Vita Felice 2012, "Dicò Erotique", a cura di Francesco Forlani, Lite Editions 2012. 

 

I suoi lavori sono apparsi anche in riviste, siti e blog letterari, fra cui: Specchio (de La Stampa), 003 e Oltre (allegato a "Lezione Seconda"), FemminArt, Historica-Il Foglio Letterario, La poesia e lo spirito, RivistaInutile, Musicaos, Rebstein, Poiein, Viadellebelledonne, Imperfetta Ellisse, Poetarum Silva, Filosofipercaso, Cartesensibili, Gliocchidiblimuda, Torno Giovedì, EstroVerso, Cartiglio d'ombra, FuoriAsse, UT Ediland Edizioni.

 

Progetti/collaborazioni nel campo delle arti visive:

 

  • 2013, Cartoline dal luna park , Migranze E-edition  (con immagini fotografiche di Gepe Cavallero).
  • 2012, Iridescenze, Migranze E-edition (con immagini fotografiche di Romina Dughero). 
  • 2011, Alfabetomorsomostra collettiva di arti visive e poesia presso la galleria d'arte EnPleinAir di Pinerolo (To). 
  • 2011, Corrispondenza (d)al limite [Fenomenologia di un inizio all'inverso]", Clepsydra Edizioni   - con immagini fotografiche di Giusy Calia.
  • 2011/2013, Progetto fotopoetico MeTe, di Fabio Trisorio e Silvia Rosa.

 

incipit: 

dalla sezione SOLO

sms #1



qui il sole non decolla, è un disco rotto che mi preme sul costato e schiocca note acide di noia. il mare si muove di continuo e ad averceli talloni duri che vanno al fondo riaffiorando lievi in superficie di meraviglia. ad avercelo legato stretto tra i capelli quel coraggio, che piega il capo di rinuncia, la saggezza antica che sa quando si smettono le attese, ché i morti non resuscitano - ma le attese come luccicano, un brillare che si accende fin negli angoli più asciutti della retina, e cola sale, e miele qualche volta -. aspetto che mi spuntino le branchie intorno al cuore, intanto che mastico il silenzio e mi pesa il lutto dei coralli che franano la pelle, snudando orme piccole di cielo. quest'estate la mia polpa più dolce resterà a consumarsi in cima a un albero, speriamo arrivi il vento, almeno, speriamo in un respiro di lontano, un tuffo che mi rianimi le vene dritto al cuore, di un'onda lunga l'eco

 

dalla sezione MINUSCOLA

 

sms #18


vorrei che ci scambiassimo un bacio che ci facesse nuovi da capo a piedi, vorrei che ci scambiassimo carezze e i gesti più teneri e segreti, gli sguardi e i sorrisi, la pelle stropicciata dal passaggio morbido di mani e occhi, l'odore d'erba delle corse da bambini che ci abita, i ricordi, i sogni, il mare piccolo di ogni lacrima versata nel cammino fino al centro esatto di me e di te, vorrei che ci scambiassimo le fiabe, e le dolcezze che teniamo nascoste al mondo intero, le labbra, le linee della mano, i brividi di freddo da scaldarci, la brezza dei respiri che fa volare alto, i battiti del cuore, le maglie preferite, il tempo di un sospiro di piacere che tremi il cuore e frani cielo e terra fino all'origine di (un) noi - possibile

 

dalla sezione SCRITTURA

 

sms #32



le stazioni parlano di noi, dei nostri passi affrettati tra le stagioni, perduti negli anni di treno in treno, l'attesa ripetuta di un abbraccio, il caffè che si fredda troppo in fretta nell'attimo prima del saluto, il polso che trema un istante, il tempo lungo di un addio che torna sempre indietro. e torneranno a perdersi tra i binari e a correre sulle banchine affollate di passi anonimi i nostri sguardi e le inquietudini rapprese agli angoli di un ultimo secondo, torneranno le mani a tenersi strette lungo la striscia cupa di un biglietto - andata e ritorno andata - a pezzi, coriandoli di sorrisi e un finestrino liquido che volta le spalle impigliandosi a labbra di cieli al rovescio, e il tuo volto e il mio torneranno a chiedersi il luogo esatto dell'arrivo e dell'addio, che precipita in un intervallo di arrivederci

 

 

***

[le notti precipitano nel vuoto, hanno il risvolto ruvido della tua assenza che punge il sonno e graffia via i sogni e resta solo questo vuoto così buio di carezze mute, così nero, così vertigine di cielo appesa alla tua voce che ha i bordi tesi di spago ruvido che piegano all'ingiù il contorno liquido dei miei occhi - da quando non ti vedo, e i giorni precipitano nel vuoto, e il corpo si tende come un arco e poi implode, attende un suono un battito un vagito, attende vita ma precipita denso di silenzi nell'acqua limpida del suo partorirsi - ora - madre di questa solitudine, che avvolge tutto come un sudario di gelo e ortiche, e culla il cuore che precipita nel ventre e nasce e muore e nasce come un pesce, senza una parola (così deve essere), piangendo, inerme, amore e non si sa se figlio o cosa, precipita tra le lenzuola tra luna e sole tra i miei seni orfani e resta ovunque l'ossessione delle tue mani che non mi stringono mentre precipito nelle notti e nei giorni muoio, aspettando candida un'alba di cotone come un abito da sposa, per quando sarò donna e porterò in grembo la certezza che il mio corpo è la mia casa, il centro intorno al quale prendo a esistere, la dimora sacra di me stessa]

 

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