Angelo Del Boca

data di nascita: 
Sab, 23/05/1925
Nato a: 
Novara
Biografia: 

 

Angelo Del Boca nasce a Novara il 23 maggio del 1925 e vive a Torino, dove dirige la rivista di storia contemporanea "I sentieri della ricerca".

Narratore (i suoi primi racconti, Dentro mi è nato l'uomo, appaiono per Einaudi nel 1947), giornalista e storico, nel 1943 è deportato in Germania a seguito dell'armistizio dell'8 settembre. Si arruola quindi nella Repubblica Sociale Italiana presso la divisione alpina Monterosa dalla quale successivamente diserta. È allora che prende parte alla Resistenza nelle formazioni di Giustizia e Libertà.

Nel 1947 sposa Maria Teresa Maestri, dalla quale ha i figli Alessandra (seconda moglie di Riccardo Chiaberge, il quale quindi è genero di Del Boca), Daniela (economista come la sorella) e Davide (regista). Dopo la morte della consorte, sposa Paola Zoli da cui ha Ilaria (1989).

Nel 1948, durante la fase più critica della decolonizzazione, è inviato in Africa e in Asia come corrispondente dall'estero della "Gazzetta del popolo".

Alle guerre africane del Ventennio dedica gran parte della sua opera di saggista, denunciando prima d'ogni altro i crimini e le atrocità compiute in Libia e in Etiopia dagli italiani (ricorso a bombardamenti aerei su centri abitati, impiego di armi chimiche come iprite, fosgene e arsina, pratica della deportazione e creazione di autentici campi di concentramento).

Nonostante la dura contestazione di ampi settori della stampa conservatrice e di associazioni a sostegno di reduci e profughi di guerra, la sua poderosa opera di ricostruzione storica lo ha ascritto nel tempo quale maggiore storico del colonialismo italiano. A partire dal 1976, presso Laterza, pubblica la sua monumentale opera Gli italiani in Africa Orientale e in Libia.

Resta celebre la polemica con Indro Montanelli sull'uso dei gas durante la guerra d'Etiopia (uso che Montanelli negava, sostenendo con ostinazione l'opinione secondo cui quello italiano era stato un colonialismo mite e bonario, portato avanti grazie all'azione di un esercito cavalleresco, incapace di compiere brutalità, rispettoso del nemico e delle popolazioni indigene): "La vera differenza fra noi e gli altri paesi che hanno avuto imperi coloniali è la nostra pervicace volontà di rimuovere questo passato dalla memoria collettiva". In numerosi interventi pubblici, Montanelli negò l'impiego sistematico di armi chimiche da parte dell'aviazione militare italiana in Etiopia; tuttavia nel 1996 Montanelli si scusò pubblicamente con Del Boca quando quest'ultimo dimostrò, documenti alla mano, l'impiego di tali mezzi di distruzione.

Scrittore neorealista educato sugli autori americani diffusi da E. Vittorini negli anni immediatamente prima e durante la guerra, ha al suo attivo romanzi e racconti ambientati in Italia e in Algeria, nei quali descrive il clima di afflizione provocato dalla guerra. Si ricorda soprattutto L'anno del giubileo, premio Saint Vincent 1948. Inoltre, frutto del suo lavoro di giornalista: Israele, anno dieci e L'Africa aspetta il 1960.

Per la Fondazione Agnelli, Del Boca ha condotto un'inchiesta sulla situazione della stampa in Italia e nel mondo, pubblicandone nel 1968 i risultati in "Giornali in crisi".

Nel 2002 le Università di Torino e di Lucerna gli hanno conferito due lauree honoris causa. Nel luglio del 2014 l'Università di Addis Abeba gli ha conferito la laurea honoris causa in Storia Africana. 

 

Immagine: 
Bibliografia: 

 

Racconti e romanzi


  • Dentro mi è nato l'uomo, Einaudi, Torino 1947; Interlinea, Novara 2009 (con presentazione di Francesco Mereta)
  • L'anno del giubileo, Einaudi, Torino 1948; Interlinea, Novara 2003
  • Le Ore del Giorno, La Bussola, Torino 1952
  • Viaggio nella luna, Vallecchi, Firenze 1955; La mandragora, Imola 2011 (con DVD)
  • La scelta, Feltrinelli, Milano 1963; Neri Pozza Vicenza, 2006
  • Nella notte ci guidano le stelle: La mia storia partigiana, Mondadori, Milano 2015 


Opere saggistiche


  • Israele anno dieci, Lattes, Torino 1958
  • L'Africa aspetta il 1960, Bompiani, Milano 1959
  • L'altra Spagna, prefazione di Aldo Garosci, Bompiani, Milano 1961
  • Apartheid: affanno e dolore, Bompiani, Milano 1962
  • cura di Towensend Harris, Occhio giapponese, De Agostini, Novara 1963
  • I figli del sole: mezzo secolo di nazifascismo nel mondo, con Mario Giovana, Feltrinelli, Milano 1965
  • La guerra d'Abissinia 1935-1941, Feltrinelli, Milano 1965
  • Manicomi come lager, Edizioni dell'Albero, Torino 1966
  • Giornali in crisi: indagine sulla stampa quotidiana in Italia e nel mondo, Aeda, Torino 1968
  • Rapporto dalla Jugoslavia, Valnoci, Genova 1968
  • Obiettività e indipendenza dei mezzi di comunicazione di massa in Italia, Club Turati, Milano 1969
  • Gli italiani in Africa orientale. Vol. 1: Dall'unità alla marcia su Roma, Laterza, Bari 1976; Mondadori, Milano 1992
  • Gli italiani in Africa orientale. Vol. 2: La conquista dell'Impero, Laterza, Bari 1979; Mondadori, Milano 1992
  • Gli italiani in Africa orientale. Vol. 3: La caduta dell'Impero, Laterza, Bari 1982; Mondadori, Milano 1992
  • Hailé Selassié, Fabbri, Milano 1983
  • Gli italiani in Africa orientale. Vol. 4: Nostalgia delle colonie, Laterza, Bari 1984; Mondadori, Milano 1992
  • Gli italiani in Libia. Vol. 1: Tripoli bel suol d'Amore, Laterza, Bari 1986; Mondadori, Milano 1993
  • Gli italiani in Libia. Vol. 2: Dal fascismo a Gheddafi, Laterza, Bari 1986; Mondadori, Milano 1994
  • cura di Le guerre coloniali del fascismo, Laterza, Bari 1991; Mondadori, Milano 2011
  • L'Africa nella coscienza degli italiani. Miti, memorie, errori, sconfitte, Laterza, Bari 1992; Mondadori, Milano 2002
  • Una sconfitta dell'intelligenza. Italia e Somalia, Laterza, Bari 1993
  • La trappola somala: dall'operazione Restore Hope al fallimento delle Nazioni Unite, Laterza, Bari 1994
  • Il negus. Vita e morte dell'ultimo re dei re, Laterza, Bari 1995
  • I gas di Mussolini. Il fascismo e la guerra d'Etiopia, Editori Riuniti, Roma 1996 (con contributi di Giorgio Rochat, Ferdinando Pedriali e Roberto Gentilli)
  • prefazione a Gian Carlo Corada, Lafolè: un dramma dell'Italia coloniale, Ediesse, Roma 1996
  • cura di Adua: le ragioni di una sconfitta, Laterza, Bari 1997
  • All'alba dell'indipendenza: l'Africa nelle fotografie di Angelo Del Boca inviato speciale 1954-1966, a cura di Nicola Labanca, Archivio fotografico toscano, Prato 1998
  • Gheddafi. Una sfida dal deserto, Laterza, Bari 1998
  • introduzione a Ettore Formento, Kai Bandera. Etiopia 1936-1941: una banda irregolare, Mursia, Milano 2000
  • Un testimone scomodo, Grossi, Domodossola 2000
  • Crodo e la grande guerra, Centro Studi Piero Gnocchi, Crodo 2001
  • L'impero africano del fascismo. Nelle fotografie dell'Istituto Luce, con Nicola Labanca, Editori Riuniti, Roma 2002
  • prefazione a Paolo Borruso, L'Africa al confino: la deportazione etiopica in Italia, 1937-39, Lacaita, Manduria 2003
  • La nostra Africa. Nel racconto di cinquanta italiani che l'hanno percorsa, esplorata e amata, Neri Pozza, Vicenza 2003
  • L'occhio del maestro. Vittorio Resta, educatore e fotografo, Centro Studi Piero Ginocchi, Crodo 2003
  • La disfatta di Gasr Bu Hàdi. 1915: il colonnello Miani e il più grande disastro dell'Italia coloniale, Mondadori, Milano 2004
  • Italiani, brava gente?, Neri Pozza, Vicenza 2005
  • prefazione a Anita Azzari, L'Ossola nella resistenza italiana, Il rosso e il blu, Anita Azzari, Santa Maria Maggiore 2004
  • cura di La Repubblica partigiana dell'Ossola, Centro studi Piero Ginocchi, Crodo 2004
  • presentazione di Stefano Fabei, Mussolini e la resistenza palestinese, Mursia, Milano 2005
  • A un passo dalla forca. Atrocità e infamie dell'occupazione italiana della Libia nelle memorie del patriota Mohamed Fekini, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2007
  • Gli studi sul colonialismo italiano, in L'Impero fascista. Italia ed Etiopia, 1935-1941, a cura di Riccardo Bottoni, Il mulino, Bologna 2008, pp. 25-34
  • Del Boca Angelo, Il mio Novecento, collana: Il camello battriano, Neri Pozza, 2008.
  • prefazione a Matteo Dominioni, Lo sfascio dell'impero. Gli italiani in Etiopia, 1936-1941, Laterza, Bari 2008
  • prefazione a Arturo Varvelli, L'Italia e l'ascesa di Gheddafi. La cacciata degli italiani, le armi e il petrolio (1969-1974), Baldini Castoldi Dalai, Milano 2009
  • cura di La storia negata. Il revisionismo e il suo uso politico, Neri Pozza, Vicenza 2009
  • cura di Indro Montanelli, 20º battaglione eritreo: il primo romanzo e le lettere inedite dal fronte africano, Rizzoli, Milano 2010
  • La guerra d'Etiopia. L'ultima impresa del colonialismo, Longanesi, Milano 2010
  • prefazione a Lucia Ceci, Il papa non deve parlare. Chiesa, fascismo e guerra d'Etiopia, Laterza, Bari 2010
  • Da Mussolini a Gheddafi: quaranta incontri, Neri Pozza, Vicenza 2012
  • Gheddafi - Una sfida dal deserto, Editori Laterza, Bari 2014

 

incipit: 

 

Italiani brava gente? Neri Pozza, 2005


Nel labirinto dell'oasi, specie a Sciara Sciat, due compagnie di bersaglieri dell'XII reggimento venivano accerchiate e, nel giro di poche ore, completamente annientate. Inutile arrendersi, gli arabi non facevano prigionieri. Uno dei pochi scampati al disastro avrebbe poi riferito: «I nostri morti di Sciara Sciat giacciono insepolti ovunque; molti sono inchiodati alle piante di datteri come Gesù Cristo. A molti gli hanno cucito gli occhi con lo spago; molti sono stati messi sotto terra fino al collo, si vede solo la testa; moltissimi hanno avuto le parti genitali tagliate» 13. Alla fine della giornata di combattimenti il bilancio appariva gravissimo: 21 ufficiali e 482 uomini di truppa uccisi. Ai quali andavano aggiunti quelli che erano stati assassinati entro le mura di Tripoli, dove, dal mezzogiorno, si era estesa la rivolta.

 

L'attacco turco-arabo del 23 ottobre, condotto con forse 8.000-10.000 uomini bene armati e motivati, e concluso con episodi di indicibile brutalità, provocava una reazione altrettanto spietata. La rappresaglia, nel corso della quale venivano uccisi indiscriminatamente un migliaio di arabi (ma le fonti libiche e alcune europee parlano di 4000) 14, prendeva soprattutto alimento dalla diffusa e irragionevole convinzione che gli arabi di Tripoli avessero «tradito». Ed erano i giornali italiani, con i loro truculenti resoconti, nei quali abbondavano parole come «tradimento», «inganno», «insidia», «agguato», «vile attacco», «assalto proditorio», ad accreditare la tesi di un tradimento che non c'era mai stato, ma che tutti avevano paura di indicare con il suo vero nome, cioè ribellione. A non parlare di tradimento era soltanto Luigi Barzini, il quale, invece, ammetteva una serie di errori: «Noi siamo venuti qui senza preparare l'ambiente e senza preparare noi stessi. [...] Così arrivò Sciara Sciat.

 

Arrivò senza che i numerosi indizi che l'annunziavano fossero compresi e ci mettessero in guardia, tanto profonda era la nostra illusione» 15. Rimarrà, di quei giorni di terrificante rappresaglia, un'immagine che può ben essere considerata un simbolo di quell'ingiusta e spietata guerra. Si tratta della forca eretta nella piazza del Pane di Tripoli alla quale 111 furono appesi, in una sola volta, quattordici arabi. La vista di quei corpi allineati, irrigiditi nella morte, con il collo spezzato e reclinato, gli abiti cenciosi, doveva servire per dare un esempio salutare ai "ribelli" 16. Da allora, come vedremo, le forche fiorirono ovunque in Libia, come gramigne inestirpabili, e suggeriranno a Scalarini quei tremendi disegni satirici che inchiodavano Giolitti e compagni alle loro responsabilità.

 

0

Ultimi eventi

Ultime voci

Ultimi scrittori

Credits

Un progetto di Associazione Alta Fantasia, codice fiscale 97687170015, Torino

Sponsors - TITOLO