Poh! èmes visuels

 

Dino Bedino: un addio sospeso (monografia di Bedino. Da non perdere.)

 

Al Museo della Carale Accattino a Ivrea in via Miniere 34. 

 

Sabato 26 giugno 2010 è stata  inaugurata una mostra dedicata all'artista torinese Dino Bedino. La mostra rimane aperta fino al 25 luglio 2010 e si può visitare nei giorni di sabato e domenica dalle ore 16 alle 19 con ingresso libero. 




Sono esposte 57 opere visuali e 13 libri oggetto e d'artista, creati dagli anni Settanta ai primi anni Novanta. È così possibile farsi un'idea sufficientemente esaustiva dell'opera di questo artista, deceduto nel 1995, il quale negli anni precedenti aveva raggiunto una notorietà in campo nazionale e internazionale. Dopo la morte sembra essere calato il silenzio su Dino Bedino: solo alcune opere sono state occasionalmente esposte, mentre anche la critica, che si era abbondantemente occupata di lui, è venuta a tacere. L'opera di Dino Bedino è raffinata nei contenuti ed elegante nella forma: si può scorgere una doppia intenzione comunicativa costituita da una linea per così dire narrativa che racconta alludendo a immagini o all'immaginario, ed una analitica, che si pone in netta contraddizione con questa, più vicina alle modalità del concettuale. Bedino recupera le suggestioni della sua cultura letteraria ed artistica riprendendo in forma per lo più ellittica o enigmatica ricordi figurativi (impronte, silhouettes, tracce, fotografie) o brandelli verbali "trovati" e filtrati da un occhio al tempo lirico e critico. Tutti elementi attraverso i quali l'autore compila meticolosamente, pagina dopo pagina, un personalissimo "libro della memoria" poetica, individuale e collettiva, in cui confluiscono la capacità evocativa di Proust, di Borges o Lautréamont ma anche la lucidità, la chiarezza, il rigore di certi grafici scientifici, di certe tavole di enciclopedia. Per quanto riguarda la dimensione narrativa, l'autore si confronta con il tema della memoria, il rapporto con l'esistente, la difficoltà/impossibilità di mettersi in relazione con il reale e dunque di esprimerlo attraverso la parola scritta. Si tratta di una tensione narrativa che difficilmente si risolve, o che si risolve nell'enunciazione di un'intenzione destinata, necessariamente, a rimanere tale. 




Dino Bedino è nato nel 1929 a Torino, dove si laurea e diventa professore di Lettere e Francese. Nel 1947 pubblica le prime poesie sull' "Unità" e nel 1948 è cofondatore della rivista letteraria "Ulisse" e di altre riviste. 
Nella sua città natale ha contatti con intellettuali e artisti (Pivano, Sanguineti, Galvano). Nel 1957 si reca a Parigi dove frequenta la Sorbonne e il milieu letterario. Realizza i suoi primi collages con immagini e frasi ritagliate da riviste. La sua prima personale si inaugura a Torino nel 1974. Negli anni successivi si moltiplicano le mostre in Italia e all'estero fino al 1995, anno della sua morte. 

In Mostra è disponibile una monografia dedicata all'artista con testi di critici (Giorgio Zanchetti, Lorena Giuranna, Francesca Marianna Consonni) e di poeti (Paolo Brunati Urani e Adriano Accattino), nonché un vasto repertorio di fotografie delle opere. 


Info: 0125612658 

www.vivalarte.it

 

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