Egi Volterrani

data di nascita: 
Lun, 31/05/1937
Nato a: 
Torino
Biografia: 

Egisto (Egi) Volterrani è nato il 31 maggio 1937 a Torino, dove vive.

Ha frequentato il Liceo Vittorio Alfieri e si è laureato in architettura al Politecnico di Torino.

La sua espressione artistica e intellettuale si è realizzata in una grande varietà di modi e percorsi, che vanno dalla scenografia alla scrittura teatrale, dalla traduzione letteraria alla narrativa, dall'architettura all'editoria e dall'insegnamento al giornalismo.

Ha insegnato Architettura teatrale e Arte scenica alla Scuola di Scenografia dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, in seguito ha insegnato Prossemica e Prossemantica e tenuto corsi su Spazio e Finzione dello Spazio alla Scuola di teatro e di specializzazione dell'attore del Teatro Stabile della Città di Torino, diretta da Gian Renzo Morteo e Beppe Bartolucci.

Del Teatro Stabile di Torino è stato membro del Consiglio Amministrativo dal 1964, poi direttore  e responsabile della gestione come Presidente dal 1975 al 1984.

Ha sviluppato la sua attività professionale di architetto e urbanista, autonoma dal 1969, in Italia e all'estero (Medio Oriente, Africa mediterranea e sub-sahariana, Antille).

Dal 1979 al 1986 ha diretto un'équipe internazionale di pianificazione territoriale e urbanistica nella Repubblica Popolare del Congo (Brazzaville), e redatto il Piano Territoriale di quel Paese.

Nel 1993 per The Aga Khan award for Architecture e per la Triennale di Milano ha curato e allestito una grande esposizione retrospettiva Omaggio a Hassan Fathy, il grande architetto-demiurgo egiziano.

Dal 1985 al 2000 è stato presidente del centro culturale italo-arabo Dar al Hikma. Dal 1986 è presidente dell'associazione culturale internazionale Le Nuove Muse. Con queste associazioni ha realizzato festival di cinema (cinema africano, arabo, neozelandese), di musica (musica dell'Africa Mediterranea, Raï di Orano), di teatro con compagnie provenienti dal Congo, dall'Angola, dal Malawi, dal Madagascar, dalla Nigeria, dalla Tunisia, ecc. e con la partecipazione di autori come Wole Soyinka, Sylvain Bemba, Sony Labou Tansi, Francis Bebey, Ben Tomoloju, Jean-Marie Adjiaffi, Tahar Ben Jelloun, Abib Tengour, Pepetela, Viphya Harawa, Edge Kanyongolo, David Kerr, Rowland Mbvundula, Charlotte-Harrisoa Rafénomanjato ed altri.

Ha organizzato inoltre la prima esposizione degli editori africani al Salone del libro di Torino nel 1989.

Volterrani ha fatto conoscere ai lettori italiani, diffondendoli attraverso la propria voce, quasi tutti gli autori africani entrati nella storia della letteratura. Ha curato la traduzione di oltre 170 saggi, romanzi, opere teatrali, raccolte di racconti e di poesie, poemi e altro ancora di autori prevalentemente francofoni, provenienti da differenti aree culturali.

Per la sua attività di traduttore gli sono stati attribuiti premi nazionali (Alberobello 1998, Giuseppe Malattia 2000) e internazionali (Arti senza frontiere, Trieste 2002).

Fa parte della Commissione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali della Repubblica Italiana per la traduzione e la diffusione del libro e della lettura e per gli Istituti di cultura italiana all'estero.

Dall'anno 2000 è responsabile dei corsi di Francofonia e Traduzione dal Francese in Italiano della Scuola europea di traduzione letteraria (Scuola post-universitaria attivata in Piemonte, Trentino-Alto Adige, Toscana e Campania, diretta da Magda Olivetti).

È stato consulente editoriale di importanti case editrici (Einaudi, Bompiani, Bollati Boringhieri, Tullio Pironti, Ananke, Epoché, Ilisso, Falcone) per la francofonia e le letterature d'Africa, del Mediterraneo, del Medio Oriente e delle Antille.

Collabora con diverse riviste d'arte, di architettura, di teatro, di letteratura, tra cui Urbanistica, Domus, Problemi del Socialismo, Sipario, Nuova Società, Hystrio, Linea d'ombra, Paesi Arabi, Scrivere, Panta, Lumières (Montréal), Passages d'encres (Parigi), L'indice dei Libri del Mese, RivaRossa, Si scrive, Atlas (Istanbul), Dalla parte del torto.

Collabora occasionalmente - di solito sulle pagine culturali e sui temi dell'interculturalità e delle identità etno-culturali - con i quotidiani La Stampa, la Repubblica, Il Mattino di Napoli.

È direttore della rivista di cultura internazionale EUROs, rassegna di vita europea e mediterranea, che annovera (o annoverava) tra i redattori: Vincenzo Consolo, Vittorio Nisticò, Khaled Fouad Allam, Igor Man, Juan Arias, Vassilis Vassilikos, Josè Saramago, Luciana Stegagno Picco, Manuel Vázquez Montalbán, Predrag Matvejevič, Amin Maalouf, Nedim Gürsel, Thierry Fabre.                                                                                              

Nel 2007 ha pubblicato una piccola raccolta di testi poetici, Amore-ricette, mentre nel 2009, per Blu Edizioni, ha pubblicato la raccolta di scritti Frattaglie. Ricette dell'amor perduto.

 

 

 


 

Immagine: 
Bibliografia: 
  • Amore-ricette, 2007
  • FRATTAGLIE, ricette dell'amor perduto, Blu Edizioni, 2009

 

 

Drammaturgie:

 

  • (con Marzia Spanu) Le crociate dalla parte degli Arabi, liberamente tratto da testi di Amin Maalouf, pubblicato da PrimaFila nel giugno 2003 e messo in scena nello stesso mese al Teatro della Tosse di Genova con la regia di Consuelo Barilari e la partecipazione di Elia Schilton;
  • Federico II - Notte di presagi, è stato messo in scena con l'interpretazione di Paolo Bonacelli (2005).

 

 

Raccolte di novelle e di fiabe, testi teatrali e antologie:

 

  • Teatro africano I, Torino, Einaudi, 1988
  • Teatro africano II, Roma, Bulzoni, 1989
  • Dove lo stato no c'è - racconti italiani, con Tahar Ben Jelloun - Torino, Einaudi, 1992
  • Fiabe nordiche, Trieste, E-elle, 1995
  • Dedica a Amin Maaoluf, Pordenone, Assoprosa, 2002
  • Dedica a Vassili Vassilikos, Pordenone, Assoprosa, 2003
  • Dedica ad Assia Djebar, Pordenone, Assoprosa, 2004

 

 

Traduzioni e adattamenti teatrali:

 

  • Creatura di sabbia e Notte Fatale, di Tahar Ben Jelloun, nella versione rappresentata al festival di Parma 1989 con la regia di Daniele Abbado e l'interpretazione di Giovanna Bozzolo e Moni Ovadia;
  • Il sandalo di Empedocle di Habib Tengour, rappresentato al festival di Erice del 1993 con l'interpretazione di Carla Tatò e la regia di Roberto Guicciardini;
  • (con Piero Ferrero) Il cerchio delle rappresaglie di Kateb Yacine (2003)

 

 

Tra gli allestimenti scenici:

 

  • I Cattedratici, di Nello Saito, per il Teatro Stabile di Torino (1970)
  • Una stagione all'inferno, di Arthur Rimbaud, Teatro Carignano di Torino, (2000) per il Gruppo teatrale di Anna Cuculo

 

 

Filmografia:

 

  • Con Erri De Luca ha partecipato alla sceneggiatura del film di Armando Ceste Porca Miseria, interpretandone una parte (2006)
  • Ha scritto la sceneggiatura del film di Armando Ceste Amoremorte, interpretando la parte principale. Questo film è stato presentato in concorso al 25° Torinofilmfestival (2007) 
  • Ha scritto testi per azioni di balletto della compagnia di danza Belfioredanza, diretta da Maria Cristina Fontanelle Nel (2006, 2007)

 

 

Traduzioni e curatele:

 

 

- di Sony Labou Tansi:

  • Les septes solitudes de Lorsa Lopez - Le sette solitudini di Lorsa Lopez, Torino, Einaudi, 1986 
  • Moi, Cléopatre, veuve de l'Empire - Io, Cleopatra, vedova dell'Impero, in Teatro Africano II, Roma, Bulzoni, 1989
  • L'Anté-peuple - Nemico del popolo, Milano, Epoché, 2003
  • L'état honteux - TURPESTATO, Torino, Le Nuove Muse, 2007 (con Irene Stelli)

 

- di Tahar Ben Jelloun, per Einaudi, Torino, tra il 1987 e il 1999:

  • L'enfant de sable - Creatura di sabbia
  • La nuit sacrée - Notte fatale
  • Jour de silence à Tanger - Giorno di silenzio a Tangeri
  • La réclusion solitaire - Le pareti della solitudine
  • Écrivain public - Lo scrivano
  • L'ange aveugle - Dove lo stato non c'è
  • La soudure fraternelle - L'amicizia
  • Les yeux baissés - A occhi bassi
  • La nuit des erreurs - Lo specchio delle falene
  • Stelle velate (antologia dell'opera poetica - a cura di Egi Volterrani)
  • L'auberge des pauvres - L'albergo dei poveri

 

- dello stesso autore per Bompiani, Milano, tra il 1993 e il 1999:

  • L'homme rompu - Corrotto
  • Le premier amour est toujours le dernier - L'ultimo amore è sempre il primo?
  • Les raisins de la galère - Nadia
  • Le racism expliqué à ma fille - Il razzismo spiegato a mia figlia
  • La plus haute des solitudes - L'estrema solitudine (in collaborazione)

 

- dello stesso autore per altri editori:

  • La fiancée de l'eau - La fidanzata dell'acqua, Roma, Bulzoni, 1989
  • La remontée des cendres - Dalle ceneri. Genova, Il Melangolo, 1991
  • Venticinque poemi, Torino, In carta linda, 1996
  • Giacometti - Giacometti, Parigi, Flohig,1992
  • Mediterraneo - trenta componimenti sull'occhio di Boubat, Milano, Motta editore, 1997
  • Sciavolino scultore, Torino, Bandecchi e Vivaldi, 1997
  • La via di uno soltanto. Visita fantasma all'atelier di Giacometti, Milano, Libri Scheiviller, 24ore-Motta, 2009

 

- di Amin Maalouf, per Bompiani, Milano:

  • Le rocher de Tanios - Col fucile del console d'Inghilterra, 1995
  • Les escales du levant - Gli scali del levante,1997
  • Les périple de Baldassar - Il periplo di Baldassarre, 2000
  • Le premier siècle après Béatrice - Il primo secolo dopo Beatrice, 2001
  • Origines - Origini, 2004

 

- di Christophe Bataille, per Il Melangolo, Genova:

  • Annam - Annam, 1995
  • Absynthe - Assenzio, 1996

 

- di Predrag Matvejevič:

  • Sarajevo, Napoli, Magma, 1995
  • Mediterraneo, Milano, Federco Motta editore, 1996
  • Entre asile et exile - Tra asilo e esilio, Milano, Garzanti, 1997
  • Le monde ex - Il mondo ex, Milano, Garzanti, 1998

 

- di Patrick Rambaud:

  • La bataille - La battaglia, Milano, Bompiani, 1998
  • Et il négeait - C'era la neve, Milano, Bompiani, 2001

 

- di Thierry Fabre:

  • Le regard français - Lo sguardo francese, Messina, Mesogea, 2000 (con allievi)

 

- di Lydie Salvayre:

  • Les belles âmes - Le anime belle, Torino, Bollati & Boringhieri, 2002 (con allievi)

 

- di Abdelwahab Meddeb:

  • La maladie de l'Islam - La malattia dell'Islam, Torino, Bollati Boringhieri, 2003
  • Contre-prêches - Controsermoni, Siena, Edizioni Cantagalli, 2008
  • Fuggire dalla maledizione, Siena, Edizioni Cantagalli, 2009

 

- di Kateb Yacine:

  • Le cercle des représailles - Il cerchio delle rappresaglie, (con P. Ferrero), Milano, Epoché, 2003.

 

- di Ahmadou Kourouma:

  • Allah n'est pas obligé - Allah non è mica obbligato, Roma, E/O, 2002 (con allievi)
  • Monnè, outrages et défis - Monnè, oltraggi e provocazioni, Milano, Epoché, 2005 (id.)

 

- di Rachid Boudjedra:

  • Funerailles - Cerimoniale, Milano, Epoché, 2004

 

- di Lilia Zaouali:

  • L'Islam à table - L'Islam a tavola, Bari, Laterza, 2004

 

- di Arnaud Cathrine:

  • Les yeux secs - Con gli occhi asciutti, Torino, Bollati & Boringhieri, 2005

 

- di Lyonel Trouillot:

  • Thérèse en mille morceaux - Teresa in mille pezzi, Milano, Epoché, 2005

 

- di Lewis Desoto:

  • A Blade of Grass - Coltelli d'erba, Milano, Bompiani, 2006 (con M. Martignoni, programmato)

 

- di Emmanuel Dongala:

  • Les feux des origines - L'uomo di vento, Milano, Epoché, 2005

 

- di Habib Tengour:

  • La sandale d'Empedocle - Il sandalo d'Empedocle, Genova, S.Marco de' Giustiniani, 2006

 

Tra gli altri autori tradotti: Tahar Bekri, Sylvaine Bemba, Jean Louis Paudrat, Henri Lopèz, Lotfi Akalay, Frédéric Beigbeder, Réné Frégni, Mohammed Dib, Assia Djebar, Monchef Ghachem, Nina Bouraoui, Vassilis Vassilikòs, Mia Couto, Marc Chagall, Jacqueline Dana.

 

 

incipit: 

Frattaglie


D'autunno



La fine dell'estate fa presagire l'inverno nelle giornate improvvisamente fredde, piovose e ventose che, sporadiche, ci sorprendono dopo la metà di settembre. Poi l'autunno prolunga le belle giornate, tuttavia sfumando nelle foschie, nelle nebbie e magari nella brina mattutina che al nostro risveglio imperla ancora l'erba dei prati esposti a mezzanotte.

Con il passare dei giorni, mi entra l'autunno nel cuore; poi, la brina nella barba. I boschi si colorano incredibilmente e, da un giorno all'altro, variano in modo percettibile: i cirmoli restano scuri, quasi neri, i larici diventano gialli, prima di perdere gli aghi, gli aceri arancioni, poi rossi, i castagni ramati e le roverelle di bronzo, i frassini restano tali e quali, i faggi... eccetera eccetera.

Ma l'autunno si apre con il trionfo dei raccolti e dei mercati rionali: frutta e verdura di tutti i colori, in abbondanza.

Per «guadagnare due soldi», le mie amiche più ricche e le loro figliole vanno a fare le vendemmie. Soprattutto le prime, Chardonnay e Moscato, non quelle tardive dei Nebbioli, che magari ti obbligano a lavorare con i piedi nel fango e a raccogliere i grappoli troppo vicino alla terra. Sui banchi dei mercati, pere, mele, sorbe e susine, melograne, insieme con melanzane, pomodori e peperoni, fanno gran festa. E tuttavia uno potrebbe pensare che, con l'avanzare della stagione, debbano lasciare spazio alle verdure meno vistose e adatte alla bagna caôda: ai cardi, cavoli, finocchi, topinambur, alle cipolle e barbabietole passate al forno; e poi alle pere Martin e Madernassa, alle noci e alle mele ruggine, ai pocio (le nespole nostrane, pronuncia pùciu). Invece no, a mano a mano che un frutto vistoso tende a scomparire, subentrano diospiri ed esperìdi, meloni di Natale, carciofi viola, frutti esotici. Un discorso a parte meriterebbero i funghi, che però è così bello andarseli a cercare, nel sottobosco, giocando con gli inganni del sole e delle ombre.

Per fortuna non si vendono tartufi, sui mercati (tranne nei paesi delle fiere): a parte lo schiaffo alla miseria, qualcuno, come me, potrebbe perdere la testa. Ci sono cose che non hanno a che vedere con l'arte culinaria, ma sono troppo buone così come la Natura le offre: i tartufi, le fragole di bosco, le ostriche, i limoni di Procida.

Anche la pesca e la caccia sono due belle attività autunnali, e danno emozioni complesse. Peccato, per la caccia in particolare, che siano così criticate. Ti guardano come un assassino e hai un bel dire che un fagiano è meglio di un pollo. A quel punto, non si dovrebbe più mangiare nemmeno il pollo. Comunque io non ci vado più, perchè sono vecchio.

E intanto, l'autunno sfuma nell'inverno.

 

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