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Piero Calò per Centopagine

Lo scrittore esordiente Piero Calò ci racconta qual è stata la strada per la pubblicazione del suo primo romanzo. Ci parla dei suoi autori di riferimento, e della parola che non può fare a meno di infilare in tutti i suoi scritti. Ascoltate l'intervista, e partecipate con i vostri commenti.

 

Enrico Pandiani

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«Il buio. Un movimento, uno sparo, un rivolo di sangue che attraversa la lama di luce. Lo scalpiccio frenetico di una fuga, la città che scorre e lo sguardo improvviso di una bella donna. Il sapore delle sue labbra, la morbidezza del suo seno. Una violenza improvvisa, un inseguimento e un boccone amaro da inghiottire. Nel finale, un domani incerto.»

 

 

 

Piero Calò

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Piero Calò, nato in Puglia e trapiantato a Torino diciotto anni fa,  è uno scrittore esordiente (proprio come Centopagine). L'occhio di porco, il suo primo romanzo, usce il 17 febbraio per i tipi della instar libri. Vi proponiamo una sua breve intervista. Un augurio a Calò (e a Centopagine).

Marco Lazzarotto

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«Scrivere è quasi una funzione vitale, come respirare, o forse anzi un senso, che mi dà la possibilità di captare spunti per potenziali storie da ciò che vedo e che sento. Prendo continuamente appunti.»

 

Fabio Geda

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Al Salone del libro domenica 13 maggio 2012 alle ore 12.30


«La scrittura, come qualunque emergenza artistica, è qualcosa che si ha dentro, e che in qualche modo deve uscire. La riflessione sul talento è successiva. L'atto di scrivere rimane, per me, quello di maggiore soddisfazione. Mentre scrivo sto bene (o anche malissimo, dipende), in ogni caso sono dove voglio essere: davanti a un foglio bianco.»

 

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